Teoria delle costituzioni

Ippocrate Ippocrate Fonte: Wikepedia

Lo studio del "terreno" di un individuo, ovvero dell'insieme delle sue caratteristiche fisiologiche, metaboliche, psicologiche e reattive è basato su due capisaldi fondamentali: Diatesi e Costituzione.

La Diatesi, come abbiamo già visto, può essere definita come la tendenza morbosa acquisita e congenita presente in modo diverso in ogni individuo ed in grado di modificare la reattività del paziente di fronte a una nuova patologia impedendone la perfetta guarigione, oppure predisponendo l'individuo a ricadute una volta guarito.

La Costituzione o Biotipo, invece, è la definizione statica della morfologia del corpo che ci porta a considerare il paziente nella sua complessità ed a conoscere in anticipo quelle che saranno le sue predisposizioni morbose.
Lo studio della Costituzione consegue alla necessità della medicina di classificare e spiegare le diverse modalità di reazione di ogni individuo. Storicamente fu Ippocrate il primo a tentare di inquadrare l'individuo da un punto di vista costituzionale, tentativo che nel corso dei secoli fu fatto anche da molti altri studiosi.

La classificazione delle Costituzioni in Omeopatia non fa parte dell'Omeopatia Hahnemanniana, ma è stata concepita dal medico svizzero Nebel (1870 – 1954) e fatta propria dalla scuola francese di Omeopatia grazie a Vannier (1880 – 1963).
Nebel e Vannier considerarono tre Costituzioni diverse: la Carbonica, la Fosforica e la Fluorica. In un secondo tempo furono individuate altre due Costituzioni: la Sulfurica e la Muriatica (non da tutti accettata).

I ricercatori hanno accettato come causa della formazione delle diverse Costituzioni il disomogeneo sviluppo dei tre foglietti embrionali (Endoblasta, Mesoblasta ed Ectoblasta) nel grembo materno.

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